KABILA – YALLAH!! (2013)

Copertina kabila
Esce a metà settembre il terzo episodio della saga KABILA, il gruppo aretino che annovera tra le proprie file il cantante libanese EMAD SHUMAN. Molte sono le novità nel multietnico combo: innanzitutto l’ingresso nella band del chitarrista elettrico GABRIELE “CATO” POLVERINI, già noto per aver creato e condotto il gruppo NOI NATI MALE e del bassista MARCO CHIANUCCI. Grandi acquisti in termini di esperienza e di potenza sonora.

Credo di poter affermare senza tema di smentita che questo sia il loro disco più importante: il gruppo presenta infatti uno stile molto più robusto e personale, dove alle consuete atmosfere mediorientali si fondono influenze che vanno dai PORCUPINE TREE ai nostrani SUBSONICA. Ne esce un gruppo moderno a tutti gli effetti, attento ai suoni del passato , pronto a farsi ascoltare anche dai più giovani grazie a brani come DABKEH , YALLAH o  CONFINI ma anche capace di affrontare atmosfere più acustiche come nel brano DUE STELLE, dove giganteggia la partecipazione del cantante africano GABIN DABIRE’, originario del Burkina Faso ma da anni residente in Toscana. Rimarchevole inotre la cover di SIDUN di FABRIZIO DE ANDRE’ e MAURO PAGANI, riletta in un contesto quasi psichedelico e che vede la partecipazione ai cori del mio amico RAFFAELLO SIMEONI, che peraltro non si è limitato a questo ma ha svolto un gran lavoro di tutor per le voci in tutto il cd. Aggiungete a tutto questo anche la partecipazione di percussionisti palestinesi (SHADY HASBUN ) e di talenti a tutto tondo come CHADI  DALATY alle voci in YALLAH ed otterrete un vero e proprio manifesto del suono moderno applicato al mondo mediorientale. Un disco davvero ottimo, attualissimo ed interessante. i KABILA sono: MIRKO SPERANZI alle tastiere e voce, CRISTIANO ROSSI alle chitarre, oud e saz, MARCO CHIANUCCI al basso, ADRIANO “NANO” CHECCACCI alla batteria, GABRIELE “CATO” POLVERINI alle chitarre elettriche, EMAD SHUMAN alla voce.

Infine segnalo che il giorno 20 settembre 2013 i KABILA presenteranno il cd al Teatro Tenda di Arezzo dalle ore 19,00. Prevista cena con buffet a tema libanese e concerto con gli ospiti presenti nella registrazione, compreso il sottoscritto.

TABERNA VINARIA – Il Ponte Del Diavolo (2012)

Copertina cd

Esce finalmente una nuova produzione targata AI MUSIC come al solito prodotta dal sottoscritto: si tratta del gruppo TABERNA VINARIA, gruppo composto da alcuni elementi noti per fare anche parte del gruppo LA TRESCA, ossia quei ragazzi di Bolsena che ormai dall’anno 2000 mettono insieme continuamente successo e pubblico in giro per l’Italia e non.

I TABERNA VINARIA hanno una identità ben precisa, costituita da richiami al mondo medioevale che tanto caratterizza il Centro Italia, dal paesaggio alle tradizioni, inseriti in un contesto musicale moderno ed antico al tempo stesso, dove la cornamusa si fonde con robuste chitarre elettriche che conferiscono nuova vita a dei brani di scuola medioevale vera e propria: sentire per credere anche le armonie vocali del brano VERBUM o le liriche di DRUDO, scritte nientedimeno che da FEDERICO II di SVEVIA in un periodo ed in un contesto dove la poesia si affacciava prepotente nel mondo italico, con tutte le sue influenze provenzali e non. Musicalmente un disco fresco ed antico al tempo stesso, un pò come la nostra storia, capace di rappresentare il nostro paese senza menzionare la pizzica, cosa diventata ormai molto difficile.

spartito medievale

I TABERNA sono composti da: STEFANO BELARDI (voce, buzuki), ALBERTO CAVASTRACCI (chitarra elettrica ed acustica), SIMONE POSSIERI (batteria), PAOLO PAPINI (gaita e flauti), PAOLO LUPATTELLI (basso). Ulteriori riferimenti li potete trovare su www.tabernavinaria.it

SOCIETA’ DEL CHIASSOBUJO – Jacopo Bordoni muratore poeta ribelle (2010)

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SOCIETA’ DEL CHIASSOBUJO – JACOPO BORDONI MURATORE POETA RIBELLE (2010)
Stavo ristrutturando la mia nuova casa, e l’amico imbianchino Giorgio Gelati mi fece: anche il mi’ cognato suona ma unnèccapace, massì….poi entrò nel dettaglio e mi disse che il suo cognato, al secolo Piero Lanini,aveva messo in musica delle poesie scritte da un personaggio molto particolare vissuto a cavallo tra 1800 e 1900 a Poppi: si trattava di un muratore, munito solo della terza elementare ma che in virtù della passione per la poesia scriveva componimenti alla Carducci,  dominati dai temi anarchici che tanto gli stavano a cuore.
Vi lascio immaginare se un personaggio come questo poteva solleticare la mia immaginazione: chiesi di incontrare Piero e sentire i suoi lavori, se per lui andava bene. Piero accettò, venne a casa mia, e io scoprii una voce calda, bassa e coinvolgente che cantava storie di un mondo che non c’è più…le poesie erano arrangiata solo per chitarra e voce, ma apparve subito chiaro che un arrangiamento più articolato avrebbe reso il tutto decisamente fruibile per tanta gente.
Dunque: pronti, via. Spulciando qua e là mi accorsi che quell’anno (2010) sarebbe stato il 150° anniversario della nascita di Jacopo Bordoni;quale migliore occasione per celebrare un personaggio così interessante ed al tempo stesso dimenticato dai casentinesi…
Servivano musicisti, possibilmente locali per due motivi: la comodità per fare delle prove e la suggestione di celebrare un casentinese con gente casentinese. Così, in sequenza, arrivarono Sole Feltrinelli alla fisarmonica, Leonardo Bondi al basso, il solito Vieri Bugli al violino (ah, che farei senza di lui…),Simon Chiappelli al trombone. Successivamente fu messo in piedi uno spettacolo con tanto di poeta recitante (Rolando Milleri) ed al gruppo si unirono Gianni Giannini al trombone e l’amico Fabio Roveri alla chitarra.
Il risultato? un successo inaspettato a Poppi, una etichetta discografica
che si prende la briga di distribuire e stampare il cd, un gruppo che ha già suonato anche fuori zona, recensioni molto positive…troppo bene!
Inoltre, sapete cosa? Finalmente io personalmente non sono stato solo il suonatore di uilleann alla irlandese, ma ho trattato temi di casa mia, col linguaggio di casa mia, con i miei strumenti e devo dire che sembra tutto ben riuscito! Davvero una grande soddisfazione.

KABILA – Oltre noi (2010)

KABILA – OLTRE NOI (2010)

L’anno 2010 vede i Kabila praticamente risorgere dalle proprie ceneri come una Fenice, accidentalmente araba…Succede a fine gennaio 2009 che il gruppo pianga la scomparsa prematura del batterista Marco Patrussi e che questa cosa blocchi inevitabilmente l’attività per un pò di mesi.
Successivamente i ragazzi stringono i denti, reclutano il batterista Nano Checcacci e ricominciano a scrivere. E dopo che sei dovuto passare da roba di quel genere, sei più forte, inevitabilmente.
Ne esce un disco molto più realistico, forte, determinato del precedente.
Anche se nel frattempo il suonatore siriano di oud Mouiauia se ne era andato, era anche arrivato il bassista Giacomo Chiarini ed il suono si era decisamente irrobustito. In più la sofferenza ti fortifica, e l’intensità di certi brani non è stata ottenuta per caso. D’obbligo citare TAMBURI DAL CIELO, dedicata a Marco (realizzarla è stato sconvolgente anche per me), ma anche brani come GRATTACIELI o DOVE C’E’ UNA STRADA(con RAFFAELLO SIMEONI) o ancora MANI NEL FANGO. Insomma, tutti insieme appassionatamente, nella memoria di Marco e in un disco più world che afro, se vogliamo restare nell’ambito delle classificazioni,  ma proprio per questo dotato di un respiro decisamente universale.

LA TRESCA – Lasciare libero il passo (2009)

lasciare libero il passo

Dopo tre cd in studio LA TRESCA decise di chiudere in un certo senso un percorso attraverso la realizzazione di un cd live corredato da un dvd di un concerto tenutosi nel loro ambiente prediletto: il teatro.Forse è stata proprio questa sopraggiunta predilezione per le quattro mura con dei palchi intorno a spingere gli amici bolsenesi verso questa tipologia di realizzazione;fatto sta che il cd è stato prodotto da coloro che hanno registrato il live a parte un brano, inedito, che fu registrato da me.
Si trattava della cover di un brano di un cantautore argentino,LEON GIECO; un brano famosissimo ovunque (meno che in Italia, ovvio) dal titolo SOLO LE PIDO A DIOS.
Ritenni la scelta perfetta e il risultato è come dovrebbe essere una cover: molto fedele ma anche dotata di una rilettura che solo gli interpreti del momento possono e sanno dare.

KABILA – La città degli alberi (2008)

Con LA CITTA’ DEGLI ALBERI ho affrontato un ulteriore versante musicale,del tutto inedito per me, ossia la musica del medio oriente.Questo gruppo,che fa base ad Arezzo, annoverava tra le proprie fila un suonatore di oud siriano eccezionale ed un cantante libanese come ce ne sono pochi.Se a questo aggiungete un compositore con vaste influenze pop come Mirko Speranzi capirete come potesse risultare intrigante questa miscellanea.
Il cd è un concept album che narra di un ragazzo in viaggio per tutta l’Africa; per questo la musica risulta essere un vero e proprio caleidoscopio di influenze africane tra le più disparate.
Un ottimo cd di esordio, dove vanno menzionati in particolare brani come CONCERTO D’AFRICA,CANTO DI SIRENA, UN FUTURO CHE NASCE A SUD, LA FORBICE DEL NILO o IL MARE DI METALLO. Ospite Francesco Moneti dei MCR.

LA TRESCA – Cinquemila anni (2007)

Arriva per tutti il momento di crescere. Arrivò  anche per il gruppo bolsenese, che dopo due uscite contraddistinte dalla goliardia e dalla leggerezza tutta paesana di chi si vuole e vuole divertire(oltre che da ottima musica, naturalmente)stavolta si mette a trattare temi più difficili, più amari come il duro lavoro dei pescatori al lago,o l’ineluttabilità della morte.Argomenti più maturi richiedevano un suono anche più misurato, sempre molto forte ma incisivo in modo quasi ossessivo rispetto ai precedenti lavori.
Un ottimo lavoro, arricchito da Francesco Moneti, Cisco Bellotti e Silvia Gallone, quest’ultima membro dell’orchestra di Ambrogio Sparagna.
Da segnalare il colpo di coda di allegria in quello che fin da subito si rivelò essere un classico: MAMMAMEMORO.

FABIO PUGLIA – Le quattro possibilità della pioggia (2006)

Credo di poter dire che questa sia  stata  la più difficile da realizzare tra le mie produzioni discografiche,trattandosi di materiale di un genere a me lontanissimo quale quello d’autore un pò dark, molto scuro, con un linguaggio molto ermetico e davvero poco immediato alla comprensione.
Mi ci è quindi voluto un pò a focalizzare una linea di intervento, che però alla fine si è materializzata attraverso gran bei pezzi quali EUROPA , ISOLE DI CARTA, LE RISA DEL FIUME ROSSO e RESISTENZA DEL MARE. Da ricordare un cameo di ANDREA CHIMENTI in MEZZOGIORNO e alcuni lavori di orchestrazione insieme a VIERI BUGLI e il suo violino decisamente notevoli, su tutti quello in EUROPA.