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la copertina del nuovo CD
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[ Nuovo CD per i DUCTIA - Settembre 2007 ]
TUSCàNTICA
Ovvero, tornando a casa...
Prima o poi doveva succedere, e alla fine è successo. Dopo pluriennali
incursioni nella musica dei più svariati paesi del mondo, dopo essersi
cimentati nella rielaborazione di suggestioni provenienti da ogni angolo
della terra, dal Perù all'America dei Nativi, soprattutto all'Irlanda e
al nord Europa, noi
DUCTIA ci
siamo ricordati della terra in cui viviamo e lavoriamo da sempre: la
Toscana. A distanza di ben quattordici anni dalle prime registrazioni (i
primi esperimenti furono effettuati nel lontano 1993) esce un lavoro
interamente dedicato alla nostra terra. Il nostro gruppo, infatti, vive
e lavora in provincia di Arezzo, terra ricchissima di bellezze storiche
e naturali, per buona parte preservata dalle brutture della civiltà
moderna e dove si riesce ancora a vivere una vita relativamente
tranquilla.
Ora, infinite sono state le opere, anche musicali, scritte sulla
Toscana; molto importante era, di conseguenza, la scelta delle
tematiche, onde evitare il rischio deja vu. Per questo la scelta è
caduta su una serie di episodi, estrapolati dalla storia della Toscana
dal Medioevo al pre-Rinascimento, i quali hanno avuto il merito di
colpire l'immaginazione dei musicisti e che, pertanto, sono entrati a
far parte di questo lavoro. Il fatto, poi, che alcuni di questi episodi
fossero riportati nella Divina Commedia ha contribuito all’ideazione del
titolo del lavoro, TUSCàNTICA.
Così, succede che ci siamo impegnati nella descrizione della morte di
Buonconte da Montefeltro riportata nel Purgatorio di Dante, o
nell'omaggio del vescovo conte Guido Tarlati signore di Arezzo, o
ancora, nel tentativo di evocare antiche superstizioni medievali che
culminano in camminate su carboni ardenti. Come sempre non viene
trascurato il lato emozionale delle singole storie, pensando allo stato
d'animo del falsario Adamo da Brescia, sepolto sulla Consuma, che
ripensa ai ruscelli del Casentino mentre è collocato nell'Inferno
dantesco, o alla nostalgia (ovviamente presunta...) della mula di Carlo
Magno che, rifiutandosi di lasciare Firenze, scalciò così forte che
conficcò un ferro in una porta di una chiesa, o anche della euforia dei
giovani abitanti di Semifonte, piccolo borgo che stava per oscurare la
gloria di Firenze...
Storie curiose, così diverse tra di loro da poter sembrare prive di
punti di contatto. E allora, immaginiamo che il punto in comune sia
proprio l'amore per la nostra terra, che ha saputo aspettarci
pazientemente nelle nostre peregrinazioni per molti anni. Dopo tutto
questo tempo, era il minimo che potessimo fare.
Buon ascolto.
Ductia
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